FAQ FREQUENTI DEI GENITORI IN MATERIA DI DSA

Cosa sono i Disturbi Specifici d’Apprendimento?
Sono disturbi (non una malattia) che riguardano la capacità di leggere e scrivere in modo rapido e corretto. Normalmente queste attività avvengono automaticamente, mentre per un bambino con DSA comportano un’enorme fatica e risultati carenti. In Italia questi disturbi toccano il 3-4% della popolazione

Ho il sospetto che mio figlio possa essere dislessico. Cosa posso fare?
Se si hanno dubbi che un bambino/ragazzo abbia difficoltà d’apprendimento è necessario richiedere una valutazione specialistica. La diagnosi deve essere fatta da specialisti esperti mediate specifici test. Per tale valutazione ci si può rivolgere alla propria ASL di appartenenza (Servizio di Neuropsichiatria Infantile o Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile o di Neuropsicologia), oppure a specialisti che svolgono privatamente la libera professione.

Il logopedista può fare una diagnosi?
La valutazione e la stesura della diagnosi sono di stretta pertinenza specialistica.
Insegnanti, operatori, tecnici della riabilitazione (logopedisti e psicomotricisti), ecc. possono somministrare solo alcuni dei test necessari per una corretta valutazione diagnostica. Queste prove non hanno alcun modo valore diagnostico ma possono essere una prima indicazione per inviare il ragazzo dallo specialista.

A chi bisogna rivolgersi per avere una diagnosi?
Per richiedere una diagnosi di DSA bisogna rivolgersi all’ASL. È anche possibile rivolgersi a un privato (neuropsichiatra e/o psicologo) convenzionato o accreditato dall’ASL in base alla Consensus Conference 2012.

Lo devo dire a mio figlio?
Se vostro figlio ha una diagnosi di dislessia avrà bisogno di un aiuto supplementare per sviluppare un metodo di studio efficace, magari attraverso un tecnico dell’apprendimento o un insegnante appositamente formato.
Tutte queste novità dovranno essere spiegate a vostro figlio con cura e dolcezza; utilizzate un linguaggio semplice, chiarendo che le difficoltà che sta vivendo a scuola o nel fare i compiti riguardano solo alcuni ambiti specifici e che sarà possibile trovare un modo diverso di apprendere, più adatto a lui.
Non preoccupatelo e non preoccupatevi: vi state già adoperando assieme agli insegnanti, al terapista e a vostro figlio per affrontare al meglio la situazione. Spiegate al ragazzo che è molto importante conoscere se stessi. Capendo dove fa più fatica nello studio, sarà più semplice aiutarlo con strumenti che sappiano valorizzare ed esprimere al meglio il suo potenziale.

Quali interventi riabilitativi o trattamenti sono indicati?
Sarà lo specialista a identificare il trattamento più efficace, che dovrà tenere conto delle caratteristiche e manifestazioni del distrubo oltre che delle abilità integre, i cosiddetti punti di forza del bambino. Ogni trattamento, infatti, deve essere personalizzato.

Mio figlio ha meno di 7 anni, può essere dislessico?
La dislessia può essere diagnosticata a partire dalla fine della seconda elementare (a causa della grande variabilità osservabile nell’apprendimento della letto-scrittura), mentre la diagnosi certa di discalculia può essere fatta solo alla fine della terza. Tuttavia, in caso di dubbio, non è da escludere la possibilità di effettuare una valutazione specialistica, soprattutto se in presenza di altri indicatori diagnostici (come un pregresso ritardo e/o disturbo del linguaggio o persone con DSA nel nucleo familiare).

Mio figlio ha solo sei anni ma ha qualche difficoltà di lettura e scrittura. Lo devo far visitare?
Se avete un sospetto è meglio togliersi ogni dubbio: prima si interviene e migliore è la prognosi. Anche se la diagnosi definitiva può essere fatta solo a 8 anni, dai test il bambino potrebbe risultare “a rischio”. In questo caso si potrà intervenire subito con la logopedia e/o con altri interventi di recupero che aiuteranno a migliorare rispetto alle difficoltà riscontrate.

La Dislessia a Scuola

Cosa fare con la scuola in caso di diagnosi di DSA (Disturbo Specifico dell’Apprendimento)?
Dovrete consegnare subito la diagnosi alla scuola (sia che sia stata rilasciata da un privato che dalla Asl), farla protocollare e richiedere il PDP.
Controllate che la diagnosi rispetti criteri adeguati. Per risultare utile alla scuola e alla famiglia, infatti, il documento dovrà contenere l’esatta dicitura dei disturbi caratterizzanti l’apprendimento del bambino/ragazzo (dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia), i punteggi ottenuti dal bambino/ragazzo ai test, gli strumenti compensativi e le misure dispensative di cui ha bisogno per essere messo nelle medesime condizioni di apprendimento dei compagni.

Cos’è il PDP?
È il Piano Didattico Personalizzato, previsto dalla legge 170/2010 e nel decreto attuativo 5669/2011. Serve a garantire il diritto allo studio di alunni e studenti con DSA.
Il PDP è un “contratto condiviso” fra docenti, istituzione scolastiche, istituzioni socio-sanitarie e famiglia utile a individuare e organizzare un percorso personalizzato. All’interno del PDP devono essere definiti tutti i supporti e gli accorgimenti necessari a realizzare il successo scolastico degli alunni con DSA. Si tratta, quindi, di un progetto educativo e didattico personalizzato, cioè di un intervento commisurato alle potenzialità dell’alunno che rispetti i suoi tempi di apprendimento e ne valuti i progressi rispetto alle abilità di partenza.
Deve essere redatto dal Consiglio di Classe entro la fine del primo trimestre, coinvolgendo la famiglia e, se possibile, il tecnico che ha rilasciato la diagnosi. Deve contenere indicazioni sugli strumenti con cui si intende sostenere il ragazzo nel percorso di studio (comprese le misure dispensative e gli strumenti compensativi).
La valutazione periodica, in corso d’anno, e quella finale, in sede d’esame, deve essere coerente con gli interventi pedagogico-didattici previsti nel PDP. È preferibile che la famiglia richieda la stesura del Piano Didattico Personalizzato con una lettera, da consegnare assieme alla diagnosi.

Cosa sono gli strumenti compensativi?

Gli strumenti compensativi hanno lo scopo ultimo di garantire l’autonomia dello studente, come riportato dalla legge 170.

  • Non sono una Facilitazione: in quanto non rendeno meno oneroso lo studio della materia.
  • Non sono un Vantaggio: in quanto non pongono chi li utilizza in una posizione privilegiata rispetto a gli altri.

Molti strumenti compensativi possono essere fruibili mediante l’uso del PC, ma il loro utilizzo deve comunque essere integrato con il percorso di studio, le strategie e una didattica adeguata.
Non è sufficiente fornire un pc allo studente per poter dire di aver fornito uno strumento compensativo.
Quando vengono utilizzati in modo efficace, personalizzato e strategico, diventano fondamentali per accompagnare i ragazzi in un percorso di autonomia.

È bene tener presente che gli strumenti compensativi e le misure dispensative non sono facilitazioni.

Come specificato nelle linee guida, queste accortezze non semplificano lo sforzo cognitivo necessario allo svolgimento dei compiti o delle prove, ma consentono ai ragazzi con DSA di essere alla pari dei propri compagni.

È importante che il ragazzo con DSA non si senta a disagio in classe e con compagni, altrimenti si corre il rischio che rifiuti l’utilizzo degli strumenti compensativi. Questa scelta, spesso dettata dal desiderio di non volersi sentire diverso, andrebbe a compromettere il rendimento scolastico e, di conseguenza, l’autostima.

Cosa fare se la scuola rifiuta di compilare il PDP o se la prassi quotidiana non rispetta quanto è stato stabilito?
Fate presente al Dirigente Scolastico (garante del diritto allo studio nell’istituto di appartenenza), al Coordinatore di classe ed al Referente per la dislessia della scuola (qualora sia presente) che la scuola sta violando la legge e che vi vedrete costretti a rivolgervi all’Ufficio Scolastico Regionale. Eventualmente si possono intraprendere anche le vie legali.
Potete inoltre rivolgervi all’Ufficio Integrazione/Sostegno alla Persona dell’Ufficio Scolastico Provinciale e/o all’Ufficio Scolastico Regionale, facendo presente la violazione dei diritti del ragazzo.

Un ragazzo con DSA ha diritto all’insegnante di sostegno?
No, secondo la legge 170 i ragazzi con DSA vengono seguiti dagli stessi insegnanti della classe. Il sostegno è previsto dalla legge 104 che non comprende i disturbi specifici dell’apprendimento, a meno che questi non siano associati ad una patologia o a un disturbo di altro tipo.

FONTI AID- ASSOCIAZIONE ITALIANA DISLESSIA